Migliorare quello che è stato unanimemente riconosciuto da critica e pubblico un capolavoro è sempre un’impresa al limite del possibile. Lo sanno bene i registi, i cui seguiti spesso e volentieri sono inferiori all’originale. Lo sanno gli scrittori che il più delle volte trasformano successi in saghe tirandoli un po’ per i capelli. E lo sanno alla perfezione i musicisti che magari “sfondano” con un brano cult per poi sparire dal panorama internazionale. Nei videogiochi la regola non cambia: ma ogni regola ha le sue eccezioni. Come sperano i programmatori di Bioshock.
Uscito nel 2008, il primo capitolo ha in pochi mesi conquistato tutti. Capace di vincere praticamente tutti i premi della critica, ha messo per una volta d’accordo anche il pubblico che lo ha premiato con vendite super. Ambientato in una distopica città sottomarina, costruita per essere un paradiso terrestre e trasformata ben presto dalla fallacità umana in un inferno, Bioshock raccontava una storia interessante cucendo addosso a uno sparatutto una trama da film e una cura dei particolari a tratti esagerata. Incuriosiva, suggestionava e soprattutto divertiva: come riuscire a far di meglio? Tgcom è volato a Londra per provare in anteprima Bioshock 2, in uscita il 9 febbraio.
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